Il matrimonio civile: ecco come funziona

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Il matrimonio civile negli ultimi tempi è la scelta più gettonata tra le coppie di sposi italiani. Una tendenza in aumento non solo al Nord e al Centro del Paese ma anche al Sud, dove sono in tantissime le coppie che preferiscono il rito civico al classico rito religioso. A tal proposito, in questo post illustreremo tutti gli aspetti legati a questa cerimonia! Prima di addentrarci nella burocrazia, però, occorre chiarire che la location deve avere una regolare validità, ed essere accreditata per poter ufficializzare una celebrazione civile, infatti tale sede deve aver ricevuto l’autorizzazione a trasferire in essa i registri per le firme di convalida. Questa autorizzazione rappresenta un privilegio raro, ed in sua mancanza il rito non risulta autentico, ma simbolico e quindi privo di forma giuridica e di valore legale. Ersilia Principe vi ricorda che, anche durante la fase 2 e le restrizioni, scegliendo il suo atelier, sito a Pozzuoli, in provincia di Napoli in Campania, saprà come venire incontro a tutte le vostre esigenze, accogliendovi e consigliandovi a dovere. Leggi anche: Comunione dei beni e divisione dei beni: conviene?

Il matrimonio civile: gli aspetti burocratici

Chiariamo subito che Il matrimonio civile non vale anche per la chiesa. Discorso diverso per chi decide di sposarsi in chiesa, dato che in quel caso il rito, o meglio, il suo effetto ha anche valore civile. L’iter burocratico da tempo, grazie a delle modifiche, ha una procedura notevolmente più snella e le formalità preliminari del rito civile possono essere intraprese circa due mesi prima della data stabilita per il giorno del sì! In primis, gli sposi devono fare richiesta di pubblicazione e presentarla all’Ufficiale di Stato Civile di uno dei due comuni di residenza dei futuri coniugi, e dichiarare: nome, cognome, luogo e data di nascita, la residenza e la cittadinanza, libertà di stato, assenza di impedimenti di parentela od affinità, e infine assenza di interdizione mentale e di non aver riportato condanne penali. Ultimate le dichiarazioni, l’ufficiale preposto redige il cosiddetto processo verbale, che ha sostituito il vecchio registro delle pubblicazioni, successivamente occorre verificare che i dati siano corretti, per sottoscrivere il tutto assieme ai futuri coniugi. Terminata questa procedura l’ufficiale espone l’atto di pubblicazione per 8 giorni interi, per rilasciare poi il certificato di avvenuta pubblicazione. Ovviamente, se uno dei due sposi abita in un altro comune, bisogna chiedere anche la pubblicazione nell’altro comune, e tale ente locale deve affiggere le pubblicazioni sempre per 8 giorni. Da sottolineare che se i coniugi scelgono solo il rito civile, il matrimonio può essere celebrato dopo 4 giorni dall’avvenuta pubblicazione. Infine, come già spiegato precedentemente, il matrimonio deve essere svolto nelle sale comunali o in una location appartenente al comune. Potrebbe interessarti anche: Accordo prematrimoniale: come muoversi

Il matrimonio civile: I vantaggi del rito civico

Il matrimonio civile, o meglio, la cerimonia civile ha il vantaggio di poter essere personalizzata a proprio piacimento. La marcia nuziale, ad esempio, non è soggetta alla rigorosa preghiera cantata in chiesa, e l’intero rito può essere impreziosito da letture di poesie o discorsi scelti da entrambi gli sposi. E non solo, vista la grande libertà che il rito civile concede, è possibile personalizzare la cerimonia con discorsi di amici, letture di poesie, e concedersi “l’americanata”: lo scambio di promesse tra i due sposi. Infine, la cerimonia civile è sempre meno rigida in termini di tempo rispetto a quella religiosa, e questo consente agli invitati di vivere l’evento con più leggerezza!
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