Spose da favola

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Dalla magia dello schermo a quella della vita.

Favoloso, da favola o da sogno. Sono queste le parole da associare all’abito da sposa. Un magico e voluttuoso drappo da indossare nel giorno in cui dal mondo dei sogni emerge la principessa che ogni sposa nasconde nel proprio cuore.

In effetti la tradizione dell’abito nuziale è legato, in qualche modo e per qualche ragione, al concetto di nobiltà . La storia, suggerisce, che un tempo le nobildonne che si apprestavano a prendere marito dovevano, per onorare la propria famiglia ed il loro lignaggio, indossare abiti ricchi, di pregiata manifattura ed essere adornate da preziosi gioielli.

E se la nobiltà scompare, almeno quella a noi più vicina, cosa resta alle principesse prossime all’altare? Dove e come prendere ispirazione? Ma dalle favole naturalmente ! Ed e’ papà Disney a regalare mondi incantati ed immancabili storie a lieto fine e a confezionare, è proprio il caso di dirlo, magiche novelle. E’ il lontano 1950 quando Cenerentola prende vita sullo schermo e saluta, avvinghiata al suo principe, i commossi spettatori. Splendida nel suo magnifico abito bianco , da sposa ovviamente, con velo svolazzante e scarpette al seguito. È il sogno di milioni di bambine che si realizza in una sala buia e grondante di magia. Ma lei, Cenerentola, non è vera, è solo un cartone animato, ed il suo abito è solo un disegno su un foglio.

Le bambine, poi crescono, anche se non smettono di sognare. Nel 1950 il sogno lascia la sala cinematografica. Grace Kelly scappa via dalla soffitta dorata del cinema hollywoodiano per sposare l’affascinante monarca Alberto, in un meraviglioso abito bianco firmato Helen rose, costumista della MGM.

Ma in fondo Grace, principessa un pò non lo era già? Qualche anno dopo, e parecchi km in là, la fiaba sembra avverarsi per davvero. Nella fredda Norvegia la sconosciuta hostess Silvia Sommerlath convola a nozze con Carlo XVI Gustavo, con la benedizione degli Abba che a lei dedicano Dancing Queen. A sugellare la magia, è la maison Dior.

E’ bionda, alta ed ha gli occhi azzurri. Vive in una bella casa, è una studentessa diligente ma di certo non ha sangue reale. Che sia il suo cuore ad esserlo ?La storia ed il tempo daranno ragione a Lady Diana, che con il suo indimenticato abito nuziale ed uno strascico di 7, 5 metri passa alla storia e con lei la creazione di David ed Elisabeth Emanuel.

I favolosi anni 80 sono trascorsi da un pò e le vere cenerentole affollano le corti d’Europa. Marie Chantall Miller, agli inizi degli anni 90, in un favoloso Valentino sposa l’esiliato erede al trono di Grecia. Certo l’ereditiera newyorkese è ben lontana dall’essere una “povera” fanciulla vestita di stracci, ma il suo abito sicuramente è degno di fiaba. Come del resto lo è la preziosa creazione firmata dal londinese Bruce Oldifiel che riesce, con eleganza e discrezione, a rendere ancor più bella l’ultraterrena Rania di Giordania. Gioca in casa, invece, Letizia Ortiz, periodista espanola, che nel giorno delle sue nozze con il bel Felipe si affida al catalano Manuel Pertegaz. Il 2011, è di nuovo la terra dei Beatles il teatro del matrimonio del secolo. Più di trent’anni dopo da quello storico 1980, il primogenito di Lady D, il piccolo William, porta all’altare dell’abazia di Westminster la borghese Kate Middleton che incurante della pressione mediatica e degli inevitabili paragoni storici e di stile, conquista tutti, reali, popolo e giornalisti, indossando la creazione di Sarah Burton. Il 13 giugno di quest’anno hanno festeggiato, invece, il primo anno di matrimonio i reali di Svezia. Sofia, ex modella e concorrente di reality, ha affidato alla conterranea Ida Sjöstedt la realizzazione del suo abito in crepe di seta ed organza made in Italy.

Sembra dunque che le principesse esistano e che le fiabe possano diventare realtà. In fondo basta incontrare il proprio principe, indossare l’abito giusto e la magia verrà da sé.

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